Ciao Sono Marco

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Ciao Sono Marco

Tratto da un mio tema delle Medie

Ciao Sono Marco: Quando io ero piccolo ero un bambino molto timido e tranquillo, mi piaceva giocare con i ragazzi più grandi di me perché tutti mi dicevano che ero un ragazzo molto simpatico. Un giorno mi hanno detto di fare uno scherzo a un nostro amico: lo scherzo era di mettergli il dentifricio sulla faccia. Abbiamo aspettato che si addormentasse e gli abbiamo fatto lo scherzo, poi ci siamo addormentati tutti. Il giorno dopo il ragazzo si è svegliato dicendo: ” Chi mi ha fatto questo, che esca che l’uccido! ” poi ha cominciato a piangere e noi avevamo riso tanto che anche lui si è messo a ridere. Dopo un po’ è arrivato il maestro e ha detto: “Tutti fuori a correre senza la maglietta! ” abbiamo fatto più di 15 chilometri correndo, siamo arrivati fino alla spiaggia, abbiamo fatto il bagno e ci siamo messi a giocare con la sabbia per fare un castello; dopo un’ora abbiamo finito il castello ed è arrivato il ragazzo al quale avevamo fatto lo scherzo e si è buttato sopra il castello, lo ha distrutto e ha detto: ” Per quello che mi avete fatto questa mattina” e tutti ci siamo messi a lanciargli sabbia.

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SONO MARCO

Adolescenza Sono Marco Interessante è mettere a confronto due posizioni opposte sul tema dell’adolescenza: da un lato, i ragazzi che guardano il mondo degli adulti e non lo capiscono; dall’altro gli adulti che guardano il mondo dei ragazzi e neppure essi lo capiscono Bandierine scomparse Fino a qualche decennio fa, era possibile identificare nel servizio militare obbligatorio il rito di passaggio maschile più comune, che imponeva ai diciottenni un anno di distacco dalle famiglie e richiedeva l’obbedienza a rigide regole di comportamento. Allo stesso modo il matrimonio, soprattutto nel cerimoniale cattolico, segnalava attraverso un rituale preciso il passaggio a un nuovo status sociale e la nascita di una famiglia. Inoltre, grazie alla sempre maggiore scolarizzazione della popolazione italiana, l’esame di maturità ha assunto i connotati di un vero e proprio rito di passaggio, affrontato contemporaneamente e collettivamente da migliaia di giovani ogni anno. Infine, l’ingresso nel mondo del lavoro, preceduto da un periodo di apprendistato, rappresentava il momento di transizione all’autonomia economica e quindi a un nuovo potere negoziale all’interno della società. Fatta eccezione per l’esame di maturità, le mutate condizioni politico-economiche hanno messo a repentaglio l’effettiva realizzazione di questi rituali, determinando forme di dipendenza prolungata dalla famiglia e allungando quello stato di dipendenza in cui all’avvenuta maturazione biologica, non corrisponde il riconoscimento della maturazione sociale. Attraverso un’analisi acuta e a tratti pungente, tengo mettere in evidenza le ragioni politiche, istituzionali e sociali che hanno condotto alla progressiva dissoluzione del confine tra adolescenti e adulti, depotenziando il carattere rituale del passaggio tra due mondi esistenziali e lasciando l’adolescente privo di punti di riferimento definiti.

Bandierine scomparse

Fino a qualche decennio fa, era possibile identificare nel servizio militare obbligatorio il rito di passaggio maschile più comune, che imponeva ai diciottenni un anno di distacco dalle famiglie e richiedeva l’obbedienza a rigide regole di comportamento. Allo stesso modo il matrimonio, soprattutto nel cerimoniale cattolico, segnalava attraverso un rituale preciso il passaggio a un nuovo status sociale e la nascita di una famiglia. Inoltre, grazie alla sempre maggiore scolarizzazione della popolazione italiana, l’esame di maturità ha assunto i connotati di un vero e proprio rito di passaggio, affrontato contemporaneamente e collettivamente da migliaia di giovani ogni anno. Infine, l’ingresso nel mondo del lavoro, preceduto da un periodo di apprendistato, rappresentava il momento di transizione all’autonomia economica e quindi a un nuovo potere negoziale all’interno della società. Fatta eccezione per l’esame di maturità, le mutate condizioni politico-economiche hanno messo a repentaglio l’effettiva realizzazione di questi rituali, determinando forme di dipendenza prolungata dalla famiglia e allungando quello stato di dipendenza in cui all’avvenuta maturazione biologica, non corrisponde il riconoscimento della maturazione sociale. Attraverso un’analisi acuta e a tratti pungente, tengo mettere in evidenza le ragioni politiche, istituzionali e sociali che hanno condotto alla progressiva dissoluzione del confine tra adolescenti e adulti, depotenziando il carattere rituale del passaggio tra due mondi esistenziali e lasciando l’adolescente privo di punti di riferimento definiti.

La fatica di diventare grandi.

Tenere d’occhio l’orologio, controllare il calendario, iniziare una frase con l’espressione “ai miei tempi”, riconoscersi nelle esperienze di un coetaneo, confrontare le generazioni presenti e passate, sono tutte azioni che compiamo abitualmente.

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DA GRANDE

Cosa dire su di me! Mi Piace la riservatezza, Potete chiedere se volete. Ecco il perché… Quando il tempo permette e mentre tutto tace e le luci della città si spengono, io ripenso a quante ne ho passate. Ripenso, alle mie notti in bianco, alle mie troppe lacrime, ai miei rari sorrisi, a tutti quei giorni che mi sono scivolati addosso e io non ho potuto fare niente per fermarli. Ripenso..

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